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Studio City Macao

Casinò di Macao, la Crisi Nera Non si Ferma Più

Continua la crisi dei casinò di Macao, che nel mese di luglio hanno perso un ulteriore 34,5% di volume d'affari rispetto all'anno scorso.

Non è certo un buon momento per i casinò di Macao. Anzi, a dirla tutta parlare di "momento" non è propriamente corretto, visto che parliamo di 14 mesi consecutivi al termine dei quali le sale da gioco dell'ex colonia portoghese hanno diminuito il loro volume d'affari.

Questo è quanto emerge dal report mensile del Macau Gaming Inspection and Coordination Bureau, che ha evidenziato - per l'ennesima volta - come il mercato dei casinò stia soffrendo. A luglio è arrivato un altro pesante calo in doppia cifra, con i sei operatori che hanno visto gli incassi ridursi del 34,5%, per un totale di 2,3 miliardi di dollari.

La motivazione principale va ricercata nella mancanza degli high roller cinesi, che continuano a tenersi a distanza dall'unico posto in cui in realtà potrebbero giocare legalmente, a causa della politica stringente adottata dalla madrepatria sul gambling e alla legge anti-fumo entrata in vigore a Macao.

Gli incassi mensili dei casinò di Macao hanno toccato il fondo, facendo segnare il record negativo da cinque anni a questa parte. Nei primi sette mesi del 2015, il dato ha un saldo negativo del 37% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Un calo che naturalmente si riflette anche in Borsa. I sei operatori dei resort casinò, cioè Sands China, Wynn Macau, Galaxy Entertainment, SJM Holdings, Melco Entertainment e MGM China hanno visto il prezzo delle loro azioni scendere da un minimo del 10% a un massimo del 28% dall'inizio dell'anno.

Commentando la situazione, l'analista Cameron McKnight di Wells Fargo Securities ha dichiarato: "Continuiamo a rimanere neutrali rispetto al settore del gioco a Macau e a credere che non ci sia un recupero a breve termine, dato che la liquidità indotta dalla 'bolla di Macao' negli ultimi cinque anni continua a sgonfiarsi".

Oltre ai controlli sui gambler VIP di Macao, a seguito della campagna anti-corruzione del governo cinese - che potrebbe durare per altri due anni - l'attività economica cinese continua a rimanere debole, con il governo che ha ammesso questa settimana come "manchi un nuovo motore per la crescita".

Tra tante cattive notizie, la nota positiva è che gli analisti si attendono un piccolo aumento del volume d'affari nella seconda metà del 2015, quando aprirà lo Studio City della Melco, un resort in stile hollywoodiano da 3,2 miliardi di dollari, competo di due statue alte 30 metri e della Golden Reel Ferris, la ruota panoramica più alta di tutta l'Asia.

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